I quarant’anni della Familiaris consortio

Nell’anno 1981, il 22 Novembre, Solennità di N. S. Gesù Cristo Re dell’universo, Papa San Giovanni Paolo II consegnava a tutta la Chiesa una perla di inestimabile valore: l’esortazione apostolica sui compiti della famiglia cristiana, Familiaris consortio (http://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_exhortations/documents/hf_jp-ii_exh_19811122_familiaris-consortio.html).

Ne presentiamo qui, nel quarantesimo anniversario dalla pubblicazione e nell’anno della famiglia, una descrizione sintetica, sperando di invogliare il lettore a riprendere in mano il documento.

“In un momento storico nel quale la famiglia è oggetto di numerose forze che cercano di distruggerla o comunque di deformarla, la Chiesa, consapevole che il bene della società e di se stessa è profondamente legato al bene della famiglia, sente in modo più vivo e stringente la sua missione di proclamare a tutti il disegno di Dio sul matrimonio e sulla famiglia, assicurandone la piena vitalità e promozione umana e cristiana, e contribuendo così al rinnovamento della società e dello stesso Popolo di Dio” (n. 3). Dinanzi a tali minacce e a tali forze maligne, “la Chiesa, seguendo Cristo, cerca la verità, che non sempre coincide con l’opinione della maggioranza. Ascolta la coscienza e non il potere ed in questo difende i poveri e i disprezzati” (n. 5). In questo modo si mette profeticamente in evidenza che “la storia non è semplicemente un progresso necessario verso il meglio, bensì un evento di libertà, ed anzi un combattimento fra libertà che si oppongono fra loro, cioè, secondo la nota espressione di sant’Agostino, un conflitto fra due amori: l’amore di Dio spinto fino al disprezzo di sé, e l’amore di sé fino al disprezzo di Dio” (n. 6).

Interessantissimo notare l’attualità della lettera del Papa e la carica profetica che la permea.

La nostra epoca ha bisogno di ricostruire l’alleanza con la vera sapienza, la Sapienza divina e per questo si richiede una conversione continua, permanente. La conversione a Dio coincide anche con la via del ritorno a se stessi. Volgersi a Dio significa, finalmente, tornare a stimare e ad onorare la sua opera: il disegno di Dio sul matrimonio e sulla famiglia. La famiglia è chiamata ad essere “intima comunità di vita e di amore” (cfr. Gaudium et spes, 48); e percorrere il cammino per arrivare a questa comunione è il suo compito: “famiglia, «diventa» ciò che «sei»!” (n. 17).

Nel documento l’approfondimento della chiamata e della missione della famiglia prende corpo in quattro grandi nuclei: la formazione di una comunità di persone; il servizio alla vita secondo le due grandi direttrici della trasmissione della vita e dell’educazione; la partecipazione allo sviluppo della società; la partecipazione alla vita e alla missione della Chiesa.

In quest’ultimo punto si evidenzia il radicamento del matrimonio cristiano nel battesimo e si mostra come la famiglia è chiamata a partecipare al triplice ministero profetico, sacerdotale e regale di Cristo. Si presenta, perciò, “la famiglia cristiana come 1) comunità credente ed evangelizzante, 2) comunità in dialogo con Dio, 3) comunità al servizio dell’uomo” (n. 50).

Poste le linee teologiche essenziali, il Santo Padre si concentra sulla pastorale familiare: i tempi, le strutture, gli operatori e le varie situazioni, comprese quelle difficili e quelle irregolari. Una realtà complessa nella quale, oggi, non entreremo.

Conviene citare, tuttavia, per la sua importanza il n. 33: “la pedagogia concreta della Chiesa deve sempre essere connessa e non mai separata dalla sua dottrina. Ripeto, pertanto, con la medesima persuasione del mio Predecessore: «Non sminuire in nulla la salutare dottrina di Cristo è eminente forma di carità verso le anime»” (cfr. Humanae vitae, n. 29). E ancora: “d’altra parte l’autentica pedagogia ecclesiale rivela il suo realismo e la sua sapienza solo sviluppando un impegno tenace e coraggioso nel creare e sostenere tutte quelle condizioni umane – psicologiche, morali e spirituali – che sono indispensabili per comprendere e vivere il valore e la norma morale” (ivi).

Al termine di questa breve esposizione del contenuto dell’esortazione Familiaris consortio è bello citare alcune frasi presenti nella conclusione del documento papale. “L’avvenire dell’umanità passa attraverso la famiglia!”, perciò “bisogna che le famiglie del nostro tempo riprendano quota! Bisogna che seguano Cristo!”. Di fronte a tale urgenza, “la Chiesa conosce la via”: “è attraverso la Croce che la famiglia può giungere alla pienezza del suo essere e alla perfezione del suo amore” (n. 86). In quanto radicata nel battesimo, cioè nel Mistero Pasquale di Gesù Cristo, la famiglia partecipa della novità di vita del suo Signore: la Croce è la porta della Resurrezione, della Gloria.

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