Amoris laetitia: breve presentazione per l’anno della famiglia

Dopo due sinodi, uno ordinario e uno straordinario, sulla famiglia, nel giorno della solennità di San Giuseppe, dell’anno 2016, Papa Francesco pubblica l’attesa esortazione apostolica postsinodale sull’amore nella famiglia, Amoris laetitia (http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20160319_amoris-laetitia.html).

Prima di addentrarci nella breve presentazione del documento, notiamo alcune “curiose coincidenze”.

Amoris laetitia si pubblica durante il Giubileo Straordinario della Misericordia. Questo, a mio avviso, ha un duplice significato. Il primo è che la riflessione e la cura nei confronti del matrimonio e della famiglia è un dono della Misericordia divina. È interessante (e non fuori luogo) notare che il verbo greco che indica l’atteggiamento misericordioso di Gesù, riportato nei Vangeli, indica un amore viscerale. Inoltre, la qualità divina della Misericordia, nella lingua ebraica, ha la stessa radice di utero. Ora, l’utero della donna, nel quale si generano i figli, che deve essere onorato e difeso dall’uomo, è immagine anche della famiglia, utero della società. Attraverso il dono dei figli, attraverso l’amore familiare, Dio visita l’umanità, si china verso di essa e la benedice con il dono della vita. È alla luce della Misericordia divina che abbiamo un’importante chiave per leggere il cammino del matrimonio e della famiglia. Allo stesso tempo, e questo è il secondo punto, il matrimonio e la famiglia cristiani ci aiutano a capire chi sia il Dio misericordioso. Il Dio che visita con la luce della verità per guarire e accompagnare amorevolmente, per vivificare il mondo con amore di Padre.

Una seconda coincidenza è la pubblicazione dell’esortazione nella solennità di San Giuseppe. A cinque anni da quella data, Papa Francesco chiede una più profonda riflessione e concreti risvolti pastorali, a partire proprio da Amoris laetitia. E lo fa nell’anno che Egli dedica e affida appunto a San Giuseppe. Preghiamo affinché colui che custodì la Santa Famiglia e che fu poi invocato come patrono e fortissimo protettore dell’eletta prole di Gesù Cristo, i cristiani, la Chiesa, ispiri cuori e menti, opere e riflessioni, in vista di un’autentica adesione al disegno di Dio sul matrimonio e sulla famiglia e quindi sull’intera famiglia umana.

La terza davvero curiosa coincidenza è che sia l’esortazione Familiaris consortio, sui compiti della famiglia cristiana, di S. Giovanni Paolo II, sia l’esortazione Amoris laetitia, sull’amore nella famiglia, di Papa Francesco, sono state pubblicate nel rispettivo quarto anno di pontificato. Senza dubbio, curioso.

Ed ora, veniamo ad un velocissimo sguardo sulla struttura di Amoris laetitia.

L’insegnamento di Papa Francesco prende le mosse da una prima sintetica panoramica sulla famiglia nel mondo biblico.

Passa, quindi, ad analizzare “la realtà e le sfide delle famiglie”. Il Santo Padre ricorda che “il bene della famiglia è decisivo per il futuro del mondo e della Chiesa” (n. 31). E focalizza sulla chiamata per i cristiani di oggi: “come cristiani non possiamo rinunciare a proporre il matrimonio allo scopo di non contraddire la sensibilità attuale, per essere alla moda, o per sentimenti di inferiorità di fronte al degrado morale e umano. […] Ci è chiesto uno sforzo più responsabile e generoso, che consiste nel presentare le ragioni e le motivazioni per optare in favore del matrimonio e della famiglia, così che le persone siano più disposte a rispondere alla grazia che Dio offre loro” (n. 35).

A questo punto, Papa Francesco individua le problematiche maggiori da affrontare e le sfide più serie da cogliere. Da queste pagine partono le linee che, in qualche modo, costituiscono le fila di tutta l’esortazione.

Il terzo, il quarto e il quinto capitolo contengono l’insegnamento biblico-teologico, che costituisce la base da cui partire. Inoltre, lo stesso pontefice ha individuato il quarto e il quinto come i “due capitoli centrali” (n. 6).

I capitoli sesto, settimo e ottavo offrono, invece, prospettive squisitamente pedagogico-pastorali.

Nel nono capitolo, a conclusione di tutto il documento, Papa Francesco si impegna nell’offrire i cardini di una spiritualità coniugale e familiare.

Nell’ultimo numero il Santo Padre ci ricorda con sano realismo che “nessuna famiglia è una realtà perfetta e confezionata una volta per sempre, ma richiede un graduale sviluppo della propria capacità di amare” (n. 325), ma questo non è un motivo per abbattersi, quanto piuttosto per spronare sempre di nuovo: “camminiamo, famiglie, continuiamo a camminare!” (ivi).

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